lunedì 19 novembre 2007

Il mistero delle stimmate.

Alzi la mano chi non si è mai chiesto cosa fossero.

Quello che ruota intorno alle stimmate è un mistero così fitto che non ha mai smesso di punzecchiare la fantasia di studiosi o semplici curiosi. Il fatto è questo: prima di Francesco nessun santo le ha mai avute, malgrado secoli e secoli di crocifissi e icone. Negli ultimi anni di vita del poverello comincia a diffondersi la storia delle piaghe sanguinanti, alcuni frati dicono di averle viste sul suo corpo, ma nessuno è in grado di provare o smentire il fatto. Morto Francesco, la Chiesa fa un’operazione lampo unica per i tempi. Nel giro di appena due anni lo santifica e il giorno in cui Francesco viene elevato alla gloria degli altari, è il 16 luglio 1228, papa Gregorio IX posa la prima pietra di quella che diventerà a breve la grandiosa Basilica di Assisi. Sorpresa: nella bolla di canonizzazione, tra i prodigi compiuti dal santo, non ci sono le stimmate. La curia non ne vuole parlare; molti teologi, soprattutto gli eterni rivali domenicani, le osteggiano e papa Gregorio fa orecchie da mercante alle richieste dei frati.

Passano appena dieci anni e il pontefice cambia idea; per volontà dello stesso Gregorio IX e dei suoi successori, dal 1237 le stimmate di Francesco vengono ufficialmente riconosciute dalla Chiesa e tutti coloro che ne negheranno la veridicità saranno considerati eretici. Non solo.
Da quando Francesco le inventa –pardon! le riceve da Gesù Cristo- fioriscono come funghi decine e decine di stigmatizzati in tutta Europa –in Germania addirittura nel solo Duecento se ne contano 15.
Che significa? I casi sono due; o ci rimettiamo alla versione ‘canonica’ e accettiamo devotamente che il pio esempio di Francesco servì da sprone a tanti pii uomini del Medioevo, oppure facciamo un po’ i maligni, mettiamo da parte un attimo la fede e andiamo a caccia di una soluzione meno edificante ma senz’altro più logica.


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giovedì 18 ottobre 2007

Benvenuti

Per cominciare, un saluto a tutti quelli che da oggi mi seguiranno in questo viaggio alla ricerca delle origini religiose dell'Umbria!

Questo blog funziona come un taccuino da viaggio. Di volta in volta annoterò grotte, boschi e antichi santuari dell’Umbria. Insomma, tutti quei luoghi dove l’ombra degli Dei pagani si scorge ancora, nonostante le feroci persecuzioni della Chiesa nel Medioevo contro maghi fattucchiere e chierici di campagna. Ogni post sarà un’escursione virtuale in questi siti, in prevalenza caverne e sentieri di montagna, che una volta erano i luoghi di culto dove si tributavano sacrifici alla Natura, e che poi col tempo divennero la tana del diavolo, gli angoli del mondo prediletti dalle soldatesche e dagli inquisitori.

Protagonista di questo viaggio, tra brandelli di affreschi e antichi manoscritti, sarà lui, il santo stregone per eccellenza, San Francesco d’Assisi. Se avrete letto il mio libro o vi apprestate a farlo, allora già sapete quanto la Chiesa con i suoi vescovi e il suo tribunale si sia data da fare nel Medioevo per cancellare ogni impronta delle grandi religioni naturali. Abbattere gli alberi sacri era una prassi abituale, così come dare la caccia a tutti quegli indovini che in barba ai Decreti si mettevano a parlare con gli uccelli per fare proseliti tra i contadini, che non sapevano cosa farsene di Cristo e dei Vangeli.

San Francesco era uno di questi signori. Anzi, molto di più. Francesco d’Assisi fu il mago che riuscì a imporre per primo il Cristianesimo nei pagi. Lo fece ricorrendo a continue astuzie e furberie, infrangendo ordini e leggi che nessun predicatore prima di lui aveva mai osato violare. Nel mio blog parlerò anche di questo e se vuoi aggregarti alla comitiva sei benvenuto!

Tutti i viaggi sono piacevoli da fare insieme, ma quelli nelle terre inesplorate hanno quel senso di non detto che li rende unici.