venerdì 3 ottobre 2008

4 ottobre 2008: facciamogli la festa!


Comunque la vogliamo vedere, il 4 ottobre è una data importante nella nostra storia.
Ad Assisi, quella notte del 1226, non moriva solo un uomo discusso e discutibile -era un politico? un imbonitore? un mago? E infatti, contrariamente alle mode e a certi stucchevoli ritornelli parrocchiali, non è la morte di Francesco che nel piccolo borgo umbro ogni anno puntualmente si festeggia. Del resto, la Chiesa non aspettava altro che morisse -troppo radicale la sua vita, troppo ampio il suo consenso-, e se Francesco fosse ancora in vita oggi, certo c'è da scommettere che non gioirebbe affatto per quelle stimmate, che papa Gregorio IX aveva tentato con ogni mezzo di occultare.
A ben vedere, non gioirebbero più di tanto nemmeno i frati del sacro Convento, i cui antenati nel 1221 lo avevano spinto a rassegnare le dimissioni da generale della fraternitas perchè troppo inviso al papa. Per loro certo sta meglio lì, sotterrato sotto quel tumulo di roccia più simile a una campana con tanto di silenziatore, che non a un monumento alla memoria. E che dire, invece, dei fautori della pace a tutti i costi? Gente di sinistra, vero, cresciuta però con il rosario sotto la camicia rossa e una singolare idiosincrasia per gli atei; si sa, usanze del bel paese. Se studiassero un pò di più le fonti francescane, forse si accorgerebbero che il loro affezionato santo del 'dialogo' predicava a destra e a manca la crociata contro gli infedeli, e che quel tempio di pace e di concordia che è ormai diventata la Basilica di Assisi ospita ancora intatta al piano inferiore la tomba di Giovanni di Brienne, ovvero il signore della guerra che organizzò e gestì la quinta crociata, amico devoto e ricambiato del poverello.
Sarà anche uno sfregio alla storia e alla dignità tutto questo, ma poco importa. Hanno vinto loro e adesso non ci resta altro che lasciarli esultare. Hanno vinto i seguaci del Francesco del 4 ottobre, quello morto e sepolto, infagottato nella tomba, che tanto piace alle gerarchie. Inutile spiegargli che leggersi le fonti sarebbe un ottimo antidoto per non cadere ancora nel tranello; per non credere che uno stregone, che faceva magie per elemosinare consensi quando la Chiesa apertamente lo proibiva, abbia la fedina penale pulita. Ma tant'è.
Un solo dubbio ci rimane insoluto, ed è il più assurdo. Che il 4 ottobre 2008, in realtà, non si commemori un funerale -la morte di un uomo con la sua smisurata ambizione e le sue innumerevoli debolezze-, ma bensì un compleanno. Sarà un miraggio, ma a forza di guardare increduli ed esterrefatti quest'orgia colletiva di sorrisi ed esclamazioni di giubilo, ci sembra quasi d'intravvedere nel mezzo della folla una torta, una grossa torta di panna con tanto di candeline. Quante? Su per giù, direi che sono 800, signore. Sì, ha sentito bene, 800 candeline da spegnere tutte in una volta; ma non si preoccupi, il gregge intorno a quella tomba col silenziatore conta un numero sufficiente di bocche per spegnerle tutte. E li porta pure bene per essere un santino! Nemmeno una piega, è ancora lì vestito di tutto punto e stirato a raccontarci le sue 800 primavere, come se non sapessimo già che alla storia si sopravvive più agevolmente da santi che come eretici. Forse, sotto quel tumulo di roccia, gli cadrà pure qualche lacrima dal viso; non è detto, infatti, che chi ha passato una vita a giocare sulla credulità umana alla fine non si commuova un pò per tanta inopinata stupidità.
A noi non resta altro che accomodarci malinconici fuori del recinto, disturbati solo da un sibilo che echeggia di tanto in tanto alle nostre spalle. « Buon compleanno, San francesco! »