sabato 11 febbraio 2012

Recensione de "Il culto proibito della Dea"



Segnalo questa breve ma incisiva recensione apparsa sul sito de Lo Spazio fatato.

L'originale potete leggerla facendo un click qui...

Questo libro è una guida turistica ben poco ortodossa, una guida a luoghi, ma anche a tempi: il Medioevo umbro.
Ma non il Medioevo


"in foglia d'oro dei santi cardine della fede, un manipolo di pii opportunisti con l'aureola cucita in testa, venerati oggi nel Gotha della spiritualità..."

L'Umbria di questo libro è un "giardino di perdizione", in cui trionfavano antiche superstizioni, credenze ben più pagane che cristiane: il regno degli emarginati, in cui i lineamenti di Dio "sfumavano in quelli di una Dea".

Andrea Armati va ben oltre l'immagine patinata e stereotipata dell'Umbria come terra di santi e ci mostra un volto meno convenzionale, ma molto più autentico, di culti legati a dee che venivano dagli Etruschi e dai Sabini, o ancora da più lontano, da dee lunari, come la stranissima Madonna di Perugia che ha tre teste come la triplice Ecate.
Ma tutte le chiese medievali rendono palese la profonda devozione a sante "anomale": Maria Maddalena, eremita che viveva tra le rocce, avendo come abito solo i propri capelli; Margherita di Scozia, che si era messa al servizio dei poveri; santa Brigida d'Irlanda, maldestro tentativo di cristianizzare la dea celtica Brighid; e Illuminata da Todi, misteriosa santa che ridava la vista ai ciechi. Del resto, è antichissima abitudine far diventare sante cattoliche le dee venerate da secoli: bastano pochi accorgimenti e la dea si trasforma in una santa, magari martire, e rende lecita la venerazione pagana degli stessi fedeli che aveva fino al giorno prima.... per non parlare delle dee delle fonti risanatrici, tramutate in madonne delle acque o in sante taumaturghe.

Un libro che, con occhi ironici e disincantati, vi guiderà su di un sentiero che nessun cicerone ufficiale oserebbe farvi percorrere, ma che vale la pena di conoscere.