mercoledì 3 settembre 2014

Le portentose acque dell'abbazia di San Silvestro sul monte Subasio


Francesco d'Assisi deve (quasi) tutto ai monaci.

Gli oscuri riti della fertilità che portò in giro per le campagne si praticavano già da secoli all'ombra dei monasteri.

Facciamo un salto all'antica abbazia di San Silvestro sul monte Subasio.

L'abbazia emerge dalla boscaglia tra i tornanti che dal paese di Collepino raggiungono la vetta.


A dire il vero, dell'abbazia non è rimasto molto tranne la chiesetta ed una (preziosissima) fonte.


Ma nel MedioEvo questo piccolo baluardo faceva gola: i monaci di San Silvestro controllavano solo a Spello qualcosa come 92 appezzamenti di terra.

Piatto ricco, al punto che Papa Alessandro III nel 1178 con la Bolla Religiosam vitam mise l'abbazia sotto la Sua tutela.

Finché i monaci non caddero in disgrazia e tutto quel ben di Dio finì nel mirino delle loro acerrime rivali, le monache del monastero di Vallegloria.

Nell'agosto del 1236 papa Gregorio IX decise che era giunto il momento di porre fine allo strapotere di San Silvestro e diede ordine al vescovo di Spoleto di sopprimerla.

Seguirono poi devastazioni e rovina: dell'imponente monastero non rimase che un mucchietto di pietre.


Eppure la chiesa continuò ad essere mèta di numerosi pellegrinaggi.
In una visita pastorale del Vescovo di Foligno ai primi del '900, Felice Benedetti raccontava:

[...] non vi sono santuari, ma dalla continua affluenza dei fedeli che accorrono o mandano a s. Silvestro può dirsi impropriamente santuario.
Vi accorrono i mammiferi, sì animali ragionevoli che irragionevoli, quando sono privi di latte vengono o mandano e bevendo di quell'acqua gli ritorna il latte
.

Stesso tono un'altra fonte più antica, risalente ad una visita del 7 giugno 1868.

Quello che lo rende anche più importante è la divozione che riscuote specialmente dalle donne che senza interruzione vi traggono da ogni parte per ottenere a intercessione del santo continue grazie bevendo l'acqua denonimata di s. Silvestro.

Ma i poteri di San Silvestro non si limitavano a questo.


Scendendo nella cripta si distinguono nell'oscurità tre colonne, avanzo di qualche tempio romano di cui si è persa la memoria.

La colonna centrale ha il capitello corroso dalle mani dei fedeli, che per secoli lo toccarono con la speranza di guarire dal male delle ossa.


I monaci dell'abbazia sapevano bene che le loro fortune dipendevano dai poteri taumaturgici del santuario.

Lo sapevano così bene che fecero dipingere una grande
Madonna con Bambino sull'abside per rassicurare le migliori clienti di Silvestro, le puerpere a cui mai doveva mancare il latte
.



P.s. Se non resistete e vi prende la voglia di visitare il sito, fate attenzione a non turbare il silenzio meditativo di questi luoghi. Dal 1970 qui si è insediata una nuova compagnia religiosa, le Piccole Sorelle di Maria.

Pare che le Piccole Sorelle, all'occorrenza, mordano.

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Le notizie storiche inerenti all'abbazia sono riprese da due testi:

Guida di Spello, a cura di Venanzo Peppoloni e Corrado Fratini, 1978, p. 117.
Notizie sui castelli di Collepino, S. Giovanni , Armenzano, Virgilio Sampalmieri, Spello, settembre 1988, pp. 36-37.

I testi sulle visite pastorali invece sono ripresi da

Mario Sensi, Visite pastorali nella diocesi di Foligno, Macerata 1991, pp. 177 e 235.

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