giovedì 6 agosto 2015

Sulle tracce della dèa Flora
al Tempietto di San Michele Arcangelo.


Quando la calura estiva si fa opprimente una biblioteca ben fornita diventa un'oasi!

Specie se ci si ritrova tra le mani un bel libro come questo:

Commento con figure all'Architettura di Vitruvio in volgar lingua del pittore e architetto Gianbattista Caporali, fresco di tipografia il primo aprile del 1536*.


Al contrario della ricca archittettura classica, l'architettura nell'Alto Medioevo era l'arte del riuso.

Le chiese spesso erano costruite rammendando qua e là pezzi antichi, come un vestito di Arlecchino.

Proprio Caporali, parlando en passant del Tempietto di San Michele a Perugia, ci fornisce una notiziola preziosa per averne un'idea.


Questi capitelli colle colonne loro e di bei mischi e d'altre varie pietre di pregio dure le quali abbiamo e che erano ad un tempio dedicato alla dèa Flora lontano dalla nostra città di Perugia cinque miglia che si dice hoggi il nome del castello di Civitella d'Arno.

Questo Tempio fu guasto [...] e portate le spoglie dentro di Perugia la dove alla porta della Regione Septentrionale ne fu ornata una chiesa ortogona chiamata al presente sant'Agnolo come è notissimo** [...].


Sarà stato pure 'notissimo' ai tempi di Caporali, ma oggi quasi nessuno a Perugia conosce la storia di quelle colonne.



È così che nei secoli bui dell'Alto Medioevo si eressero molte chiese, spogliando templi che non avevano più motivo di esistere.

Per costruire una bella chiesa si smontava pezzo per pezzo un vecchio tempio pagano e il gioco era fatto!

Gli Dèi erano caduti in disgrazia.



Note ---

*Il libro è il prodotto più originale dell'editoria perugina nel '500, zeppo d'illustrazioni su architetture visionarie.
Il contratto di edizione tra l'editore Giano Bigazzini e gli stampatori fu siglato nel 1532 ma l'opera era così impegnativa che il libro uscì solo quattro anni dopo.
Cfr. Andrea Capaccioni, Lineamenti di storia dell'editoria umbra: il Quattrocento ed il Cinquecento, Volumnia, Perugia 1996, p. 49.

**La citazione è tratta dalla pagina 60 verso del libro, di cui qui ho editato la riproduzione.

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