mercoledì 8 luglio 2015

Il potere del Sangue nelle società primitive
da San Francesco a Jodorowsky

Chi di voi ha visto Santa Sangre?

È un film grottesco (almeno così dicono i Cineasti) girato da Alejandro Jodorowsky nel 1989, pieno zeppo di rimandi al retroterra religioso messicano e a pratiche magiche cruente.

Concha, un'acrobata del circo, è la sacerdotessa di una setta femminile che venera una santa senza braccia, violentata e martirizzata da due banditi.
Le autorità vorrebbero demolire il tempio in cui officia con le sue sorelle per oscenità: interviene il Vescovo.


Concha lo conduce all'interno del santuario dove, al centro di un salone ricoperto da ex-voto, si trova la grande vasca che raccoglie il sangue della santa.



Il vescovo osserva sconvolto gli orridi ex-voto affissi alle pareti e le pitture che illustrano la leggenda della 'santa'.



Poi si china ad esaminare il liquido nella vasca e scopre trattarsi di pittura.
Adirato, esce dal tempio e ordina alle ruspe di demolire tutto senza pietà.


Concha e il suo figlioletto, disperati, si stringono alla statua della santa in un atto estremo di resistenza.



Dietro il loro dramma c'è il problema del sincretismo tra il Cristianesimo ed un culto pagano del sangue più antico.
Un culto a cui la società Razionale moderna non lascia scampo.

Più avanti nel film Fenix, il figlio di Concha, viene iniziato alle pratiche sciamaniche dal padre che tatua a sangue sulla sua pelle un'aquila. Così l'aquila diviene il suo 'animale di potere'.



Jodorowsky conosce per esperienza diretta molte pratiche sciamaniche che nel film cita con disinvoltura, ingannando lo spettatore.

A tratti il film sembra un pulp surrealista.

In realtà, il ferimento rituale è la pratica prima dell'iniziazione sciamanica.
Come scrisse Mircea Eliade, il sangue e la carne dell'iniziato che si è procurato le ferite sono offerti agli Spiriti.

" [...] per entrare in contatto con gli spiriti o per ottenere gli spiriti custodi, l'aspirante si ritira in solitudine e si sottomette ad un rigoroso sistema di autotortura.
Quando gli spiriti si manifestano sotto forma animale, l'aspirante è tenuto a dar loro come cibo la propria carne*. "


Gli sciamani, guai a dimenticarlo, sono esponenti di un mondo preLogico.
La loro esperienza estatica lambisce il confine tra visione e finzione.

Ne La danza della realtà, Jodorowsky spiega bene come tutti gli sciamani facciano ricorso al 'sacro imbroglio'.

" Più tardi avrei scoperto che la menzogna o "imbroglio sacro" come l'ho chiamato, era una pratica usata da tutti i maestri e gli sciamani** ".

In queste pratiche i giochi di prestigio coesistono con le visioni allucinatorie e compongono un mondo che a noi occidentali oggi sembra lontano anni luce.

In realtà il nostro MedioEvo era parte integrante di quel mondo.


La leggenda dell'Impressione delle stimmate sulle carni di san Francesco da parte di una creatura alata che aveva il volto di Cristo, non è altro che la cristianizzazione di un rito sciamanico del Sangue.

Un rito che in origine era più cruento, prima che gli agiografi lo 'ingentilissero'.


Tommaso da Eccleston, nel suo Trattato sull'insediamento dei frati minori in Inghilterra, riportò una confidenza fatta da Francesco a frate Rufino, secondo cui il Serafino una volta apparso avrebbe fatto violenza sul santo.

" San Francesco però aveva rivelato a frate Rufino, suo compagno, che, quando aveva visto l'angelo ancora da lontano, ne era rimasto molto spaventato e che l'angelo l'aveva colpito duramente [...]. " (ff 2519)

Quel 'colpito duramente' nel testo originale latino è tractavit dure***, un'espressione molto esplicita che indica proprio il fare violenza fisica.

Spesso gli agiografi trattano l'episodio delle Stimmate con un certo imbarazzo.

Il volgarizzatore dei Fioretti, ad esempio, scrisse che la visione di Francesco era avvenuta "non per martirio corporale, ma per incendio mentale" (ff 1920).

Tommaso da Celano, per non fare torto a nessuno, scrisse che 'quella visione si era impressa nell'animo' di Francesco, e per decenni gli uomini di Chiesa si arrovellarono per capire che volesse dire quel giro di parole.

Come ho già spiegato ne Le stimmate dello Sciamano, io credo alle voci di corridoio e alla versione più violenta dell'episodio.

Ci credo perché è la più suggestiva.
Ci credo perché esistono degli indizi nelle Fonti in forte contraddizione tra loro che la avvalorano
.
Ci credo perché, come diceva Tertulliano, credo quia absurdum.

Immagino il Serafino avventarsi sul poverello e piagare con i suoi artigli le carni di Francesco.

Note ----

* Mircea Eliade, Lo sciamanismo e le tecniche dell'estasi, Mediterranee, Roma, 1974, p. 130.
** Alejandro Jodorowsky, La danza della realtà, Feltrinelli, 2004, p. 201.
*** Cfr. Fratris Thomae vulgo dicti de Eccleston Tractatus de adventu Fratrum Minorum in Angliam, a cura di A. G. Little, Manchester, University Press, 1951, p. 75.

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